Crescita personale
21.08.2026 | Lettura: 3 min

Domani comincio davvero – ovvero, come iniziare davvero: alcuni consigli

Domani comincio davvero. È lunedì, inizia un nuovo mese, magari è persino il giorno del tuo compleanno: quella che sembra essere la svolta giusta. Oppure è appena iniziato il nuovo anno e con esso il momento per grandi cambiamenti. È facile riconoscersi in queste promesse che facciamo a noi stessi. Ma come si fa a passare da quel «quasi inizio» all’azione vera e propria?

Forse il problema non è che non sai come iniziare. Forse hai semplicemente imparato a rimandare sempre l’inizio a un giorno in cui tutto sarà più facile.

La psicologia del «domani»

«Domani» è spesso solo un modo per evitare il disagio di «oggi». È una delle trappole più comuni in cui finiamo per cadere. Quando diciamo: Domani inizio a perdere peso. Domani vado in palestra. Domani metto in ordine le mie finanze. Domani scrivo il business plan, quel «domani» diventa un luogo sicuro. Oggi, invece, dovremmo fare qualcosa di concreto. Ed è proprio l’inizio a essere spesso la parte più difficile: porta con sé noia, resistenza, incertezza e la possibilità di fallire. Per questo «domani comincio» non è sempre un problema di mancanza di disciplina. A volte è semplicemente una strategia che utilizziamo per evitare una sensazione spiacevole.
 

Perché alcune persone perseverano, mentre altre ricominciano sempre da capo?

Tutti facciamo progetti e tutti desideriamo avere successo. Ma perché alcune persone perseverano, mentre altre ricominciano sempre da capo? Sono davvero alcune persone più disciplinate delle altre oppure hanno semplicemente reazioni diverse di fronte alle tentazioni? Il fatto è che le persone che riescono a raggiungere i propri obiettivi non fanno affidamento sul fatto di essere sufficientemente motivate e disciplinate ogni giorno. Il loro segreto è creare condizioni che rendano più facile agire.
 

Piano per una buona giornata + piano per una giornata difficile

Una delle tecniche più efficaci è creare un piano. Ma, come sappiamo, spesso i piani falliscono, soprattutto quando arrivano le giornate difficili. Tuttavia, dato che la costanza è la chiave del successo, ha senso creare un piano anche per i momenti in cui non abbiamo energia. Qual è il minimo che possiamo fare per continuare comunque ad andare avanti? La maggior parte delle persone si dice:

"Ogni giorno farò un'ora di esercizio". Ma cosa succederebbe se avessimo un piano di questo tipo:
 
  • Buona giornata: 60 minuti.
  • Giornata normale: 30 minuti.
  • Giornata difficile: 5 minuti.
  • Giornata catastrofica: indosso le scarpe da ginnastica ed esco per 2 minuti.

Il punto non è essere produttivi allo stesso modo ogni giorno. Il punto è mantenere la costanza: anche nei giorni difficili rimani una persona che non ha abbandonato il proprio percorso. In questo modo non avremo la sensazione di aver «rovinato tutto» e di dover ricominciare nuovamente da capo.
 

Abbina un compito difficile a qualcosa di piacevole

Una tecnica che per alcune persone può funzionare consiste nell’aggiungere un piccolo rituale piacevole a un compito impegnativo. Nella scienza comportamentale esiste un approccio chiamato temptation bundling (abbinamento delle tentazioni), reso popolare dalla ricercatrice Katy Milkman [1].

In uno dei suoi studi, i partecipanti avevano accesso ad audiolibri particolarmente coinvolgenti solo mentre si trovavano in palestra. L’idea è semplice e utile: iniziare è più facile quando l’attività è accompagnata da qualcosa che ci piace e che ci dà almeno un po’ di piacere.

In parole semplici: colleghiamo qualcosa che ci piace fare a qualcosa che vorremmo fare più spesso.

Puoi prepararti il tuo caffè preferito solo quando ti siedi a lavorare su un rapporto impegnativo. Oppure puoi creare una playlist speciale da ascoltare solo mentre riordini. O ancora, puoi ascoltare 10 minuti del tuo podcast preferito solo mentre cammini o corri. In questo modo il compito non diventa magicamente facile, ma diventa più familiare e meno respingente.
 

Premia te stesso per il semplice fatto di iniziare

Tutti dicono che la ricompensa arriva alla fine, quando raggiungiamo il nostro obiettivo. Ma cosa succederebbe se invertissimo la logica e premiassimo il semplice fatto di iniziare? Se sappiamo che all’inizio ci aspetta una piccola ricompensa, è molto più facile affrontare il compito. Puoi concederti il tuo tè preferito, mangiare una caramella oppure semplicemente leggere qualche pagina del tuo libro preferito.

Anche il semplice fatto di annotare sul calendario ogni giorno in cui fai un passo avanti e vedere i tuoi progressi può diventare una ricompensa.
 

Preparate un ambiente che non vi ostacoli

In psicologia questo concetto viene chiamato architettura delle scelte. Si riferisce al modo in cui è organizzato l’ambiente intorno a noi e a come questo influisce sulla scelta che, in un determinato momento, risulta più facile. Se il telefono è sul tavolo, controllarlo è semplice. Se il libro è sul cuscino, probabilmente vi verrà in mente prima. Se le scarpe sono vicino alla porta d’ingresso, uscire a fare una passeggiata richiede una decisione in meno.

Non si tratta di ingannare se stessi. Si tratta di smettere di rendere inutilmente più difficili le cose che per voi sono importanti. Durante il lavoro lasciate il telefono in un’altra stanza. Aprite il documento già la sera prima. Mettete i vestiti per la passeggiata in un punto in cui non possiate non notarli.
 

Quindi, come andare avanti?

Forse, quindi, oggi non hai bisogno di un nuovo inizio. Hai bisogno solo di cinque minuti.

Non domani. Oggi.

Perché il cambiamento spesso non inizia quando siamo pronti. Inizia quando facciamo il primo passo, abbastanza piccolo da essere possibile.

La prossima volta che senti resistenza, non chiederti subito che cosa c’è che non va in te. Prova invece a porti queste tre domande:
 
Domanda Perché aiuta
Qual è il modo più semplice per iniziare? Perché trasforma un obiettivo grande nel prossimo passo, concreto e gestibile.
Che cosa posso preparare già oggi? Perché riduce il numero di decisioni che domani potrebbero fermarti.
Come saprò di aver fatto un passo avanti? Perché rafforza la sensazione di progresso, ancora prima di raggiungere il risultato finale.






 Fonti
[1] Milkman, K. L., Minson, J. A., & Volpp, K. G. (2014). Holding the Hunger Games Hostage at the Gym: An Evaluation of Temptation Bundling. Management Science, 60(2), 283–299.
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Dominika
Sull’autore
Dominika
Coach professionista | Formazione in coaching accreditata ICF | Attualmente in formazione per il livello PCC
Creazione di siti web: MMstudio
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